In attesa delle selezioni 2018… : “Se questo fosse uno spettacolo…” (selezione 2017)

In attesa delle selezioni 2018 (disponibili il 15 marzo), soffermiamoci sui testi selezionati dal comitato italiano di Eurodram nel 2017.

 

Se questo fosse uno spettacolo… (Kad bo ovo bila predstava…)
di Almir Imširević,
tradotto dal bosniaco da Elisa Copetti

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Per una presentazione completa del testo, dell’autore, della traduttrice, o per leggere un brano del lavoro teatrale, cliccate qui !

 

Oggi, ecco per voi – in anteprima! – la nota della traduttrice, Elisa Copetti !

“Nel corso del 2010 dall’incontro con il regista Tommaso Tuzzoli, nasce la volontà di continuare la personale ricerca sulla drammaturgia contemporanea di area jugoslava e di concentrarla sulla Bosnia ed Erzegovina. Decido di seguire alcuni fil rouge tematici, tra questi diventa presto imprescindibile la recente guerra.

In un primo momento, come mi aspettavo, trovo autori che portano in scena i fatti storici, i crimini subiti, la disgregazione della Jugoslavia, la fuga per la salvezza. Al di là di una naturale empatia e dell’interesse per le vicende, cerco però un approccio artistico alla narrazione. Scopro allora la scrittura di Almir Imširević, drammaturgo bosniaco che debutta nel 1997 con Kad bi ovo bila predstava.

In un contesto da poco “pacificato” e in lentissima ripresa, l’autore porta in scena quattro attori che interpretano una ventina di personaggi lungo un atto unico, con due finali. La narrazione muove dall’assassinio di un giovane su un tram nella Sarajevo assediata da parte di un cecchino, dunque da un episodio “normale” della vita recente nella città.

L’episodio viene vissuto e raccontato dalle persone presenti e da altri personaggi, anche letterari ed immaginari, ciascuno a modo suo e secondo il suo punto di vista. Scopriamo perché Ishak si trova sul tram il 2 aprile 1992, quali sono gli eventi precedenti e successivi alla sua uccisione, scopriamo un contesto famigliare, un tradimento, una situazione politica sullo sfondo.

Un evidente omaggio a Queneau e alla letteratura classica dell’area jugoslava. Che cosa mi attrae di questo testo?

La lingua e la scrittura. I venti personaggi chiamati in causa si esprimono in altrettante lingue, gerghi, parlate specialistiche legate alla loro età, professione, condizione sociale, nazionalità. I bosniaci sono accomunati da un senso dell’umorismo invidiabile (che probabilmente ha salvato la gente di Sarajevo dall’assedio) e molto vicino al black humour. Leggendo il dramma si sente l’atmosfera della città e dei suoi abitanti, si seguono i ragionamenti e si riconosce una mentalità altra. Questo rende per noi l’incontro con Se questo fosse uno spettacolo interessante: la scoperta della diversità all’interno di una forma che conosciamo, il superamento del trauma grazie alla cultura (perfetto in questo il personaggio Miroslav Krleža, scrittore tra i più classici dell’area balcanica, che con la sua scrittura inconfondibile, descrive l’assassinio), alla sperimentazione, alla conoscenza, alla umanità del racconto delle vicende (per cui scopriamo che anche il cecchino è un professionista di qualità).

La forma. Un conduttore televisivo guida la ricostruzione meticolosa dell’accaduto: alterna rapido un personaggio all’altro, collega la diretta dell’assassinio di Francesco Ferdinando alla vicenda sul tram, conclude con due possibili finali: il primo con l’autore che sale sul palcoscenico e confessa “io non posso scrivere un dramma sulla guerra!”, e un secondo con gli attori.

Con la vibrazione che la scoperta ci dà, propongo la traduzione del testo che ha meritato diversi riconoscimenti tra i quali nel 1998 il Premio della critica al Festival Internazionale MESS di Sarajevo “Zlatna maska Oslobođenja”. Al presente sono seguiti drammi tra i quali segnalo Mousefuckers che tratta dell’emigrazione post conflitto e Kad bi ovo bio film… (Se questo fosse un film…) presentato nel 2012, nel quale si richiamano alcune scene del dramma di debutto e si ricostruisce un’ambientazione tipicamente sarajevita dell’assedio.

Imširević con la sua scrittura drammaturgia si è affermato negli anni quale autore rilevante non solo nel suo paese, per la capacità artistica di rielaborazione del passato recente verso la rinascita della drammaturgia bosniaca: una drammaturgia tutta da scoprire!”

 

Elisa Copetti

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